Il paese di Gerola Alta di sera, con il campanile illuminato e il torrente Bitto in primo piano
Gerola Alta e il torrente Bitto — foto: Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quando l'estate comincia a piegare verso l'autunno e le mandrie si preparano a scendere dagli alpeggi, in Val Gerola arriva il momento di festeggiare il formaggio che porta il nome del suo torrente. La Sagra del Bitto di Gerola Alta è uno degli appuntamenti più attesi della fine dell'estate in bassa Valtellina: due giorni di assaggi, musica e tradizioni in un paese di montagna che si trova a circa 1.050 metri di quota, nel cuore delle Alpi Orobie.

Un formaggio che prende il nome da un torrente

Il Bitto deve il suo nome al torrente Bitto, che scende dalla Val Gerola e confluisce nell'Adda. È un formaggio prodotto con latte vaccino intero crudo, a cui può essere aggiunta una piccola parte di latte di capra, fino a un massimo del 10%. Dagli anni Novanta gode della Denominazione di Origine Protetta e le sue forme, cilindriche e con lo scalzo leggermente concavo, pesano in genere tra gli 8 e i 12 chili.

La stagionatura minima è di 70 giorni, ma è con il tempo che il Bitto cambia carattere: giovane è dolce e morbido, invecchiato diventa più deciso e asciutto. Accanto alla DOP esiste anche il Bitto Storico, prodotto con il metodo tradizionale e tutelato come Presidio Slow Food: un pezzo di storia degli alpeggi orobici che a Gerola sentono particolarmente proprio.

Cosa succede durante la sagra

La festa è organizzata dalla Pro Loco di Gerola Alta e si svolge ogni anno nel mese di settembre, in genere nell'arco di un fine settimana. Il programma cambia un po' da un'edizione all'altra, ma alcuni momenti sono diventati una consuetudine:

  • l'apertura dei musei e dei luoghi caratteristici del paese, da visitare con calma;
  • la sfilata folcloristica per le vie del centro;
  • assaggi e degustazioni di Bitto, per confrontare forme di età diverse;
  • la benedizione del formaggio, dopo la messa della domenica;
  • il pranzo a base di polenta taragna, con musica, folclore e attività pensate per i bambini.

È una festa di paese nel senso migliore del termine: ci si siede vicini, si chiacchiera con chi il formaggio lo conosce da sempre e si passa la giornata all'aperto, con le montagne tutto intorno.

Date e programma: la sagra cade ogni anno a settembre, ma il giorno esatto e il calendario degli eventi vengono annunciati di volta in volta. Prima di partire controllate i canali ufficiali della Pro Loco e dell'Infopoint della Valgerola (valgerolaonline.it) oppure la pagina eventi di Valtellina Turismo (valtellina.it).

Gerola Alta e la Val Gerola, oltre la festa

La Val Gerola si apre a sud di Morbegno e sale verso le Orobie seguendo il corso del Bitto. Arrivare a Gerola Alta significa lasciarsi alle spalle il fondovalle e trovarsi in un ambiente di boschi, prati e case in pietra. Vale la pena dedicare un po' di tempo anche al paese: la chiesa di San Bartolomeo, l'Ecomuseo della Valgerola e il museo dedicato alla storia della comunità raccontano la vita di una valle che per secoli ha vissuto di pascoli, boschi e lavoro in quota.

Gerola è anche un punto di partenza per escursioni in montagna. Se il tempo è bello, potete abbinare la sagra a una camminata nei dintorni: settembre è spesso un mese piacevole per camminare, con temperature miti e i colori che iniziano a cambiare. Ricordate però che in quota il clima è più fresco che nel fondovalle, quindi portate sempre uno strato in più.

Consigli pratici per la giornata

Durante la sagra il paese si riempie, soprattutto la domenica: partire presto vi permette di trovare parcheggio con più facilità e di godervi le prime degustazioni senza fretta. La strada che sale in Val Gerola è una strada di montagna: prendetevela con calma e mettete in conto qualche minuto in più del previsto.

Da Berbenno di Valtellina il primo riferimento è Morbegno, che si raggiunge in auto in circa 20 minuti (circa 16 km): da lì si imbocca la valle. Per la giornata conviene avere scarpe comode, una giacca leggera per la sera e magari una borsa termica, se volete portare a casa un pezzo di Bitto da gustare con calma.

Una festa da abbinare alla scoperta della valle

La Sagra del Bitto è un buon pretesto per conoscere una delle valli laterali meno affollate della bassa Valtellina e per capire quanto il paesaggio di questa provincia sia legato agli alpeggi e al lavoro di chi li custodisce. Se volete costruire un itinerario più ampio, nella pagina dei dintorni trovate altre idee per le giornate in valle.

Al rientro, l'Appartamento Il Nido tra Verde e Natura vi aspetta a Berbenno con il suo terrazzo fiorito affacciato sulle montagne: il posto giusto per raccontarsi la giornata e assaggiare, con calma, il formaggio portato a casa dalla festa.

Una base tranquilla per le giornate in valle

L'appartamento di 70 mq accoglie fino a 5 ospiti, con cucina attrezzata, terrazzo fiorito condiviso e posto auto privato: comodo per partire la mattina e rientrare dopo la festa.